Passa ai contenuti principali

Compiti a casa: come migliorare l’autonomia nello studio. Per bambini dai 7 agli 11 anni



Il momento dei compiti pomeridiani si tramuta spesso in una battaglia, tra bambino e genitore, che spesso mina la serenità di tutta la famiglia. La figura delegata ad affiancare il bambino durante i compiti pomeridiani, è di solito, la madre, che si ritrova a gestire il figlio il quale, stanco della giornata trascorsa a scuola, continua a rimandare il momento dei compiti, fino ad arrivare al pomeriggio inoltrato. In questo articolo suggerisco 4 strategie per migliorare la collaborazione e l’autonomia del bambino durante i compiti pomeridiani. Ricordo comunque che ogni bambino ha caratteristiche di apprendimento e caratteriali uniche; ogni strategia deve essere costruita e personalizzata sulla base di questi elementi distintivi, in alcuni casi attraverso valutazioni specialistiche.

  1. Organizzare il tempo. Concordare con il bambino l’ora di inizio dei compiti. Possibilmente mantenere la stessa ora per tutti i giorni della settimana. L’orario migliore è nel primo pomeriggio dopo aver lasciato una mezz’ora di riposo tra il pranzo e l’inizio dei compiti.
  2. Organizzare lo spazio. La postazione di lavoro deve essere distante da fonti di distrazione (finestre, poster, televisione, giochi). Sul tavolo deve essere presente solo il materiale necessario per quel compito. Altri oggetti anche se di cartolibreria, come quaderni, colori, righelli che in quel momento non sono necessari, saranno riposti nello zaino.
  3. Concordare in anticipo le pause. A seconda della mole di lavoro stabilire pause ogni 20/30 minuti a seconda dell’età del bambino. Le pause devono essere brevi, al massimo 3 minuti. Servitevi di un cronometro per tenere i tempi di lavoro e quelli della pausa.
  4. Definire le ricompense. Prima di iniziare i compiti, stabilite con il bambino un “premio” che riceverà immediatamente alla fine dei compiti. Esempi di premi possono essere: permesso di giocare ai videogame (concordare sempre un tempo), guardare la TV, fare un gioco di società con mamma e/o papà, una bustina di figurine.

La funzione dei compiti pomeridiani è quella di consolidare i concetti trattati a scuola per “automatizzare” quanto appreso; inoltre servono per sviluppare le competenze di pianificazione e di organizzazione del compito e l’autonomia operativa scolastica, al fine di ridurre la dipendenza dall’adulto. Questo processo può essere facilitato seguendo alcune “linee guida”, oltre a quelle esposte nei 4 punti precedenti, con la possibilità di strutturare un vero e proprio intervento individualizzato nei casi più “difficili”, come per i bambini con deficit di attenzione e iperattività o con comportamenti oppositivo-provocatori.  

Dott. Claudio Granata

 
Seguici su Facebook! "Mi piace!"

Commenti

Post popolari in questo blog

AUTISMO, DIETE E INTEGRATORI

Nella giungla delle terapie per il trattamento dell’Autismo, troviamo anche diete molto restrittive che escludono tutti i cibi che contengono glutine e caseina, oltre l’assunzione di integratori vitaminici e, tra gli ultimi nati, un integratore alimentare a base di alfa-lattoalbumina. La buona notizia, è sapere che molti studiosi e ricercatori continuano a sperimentare nuove terapie e a migliorare quelle già scientificamente validate, al fine di ridurre la sintomatologia dell’autismo. Il rovescio della medaglia è che, ad oggi, gli studi che correlano alimentazione e autismo presentano una variabilità di dati molto ampia e risultati spesso contrastanti.   E’ importante sottolineare che una terapia per ritenersi scientificamente attendibile, deve essere sperimentata su un vasto campione, rappresentativo della “popolazione” oggetto di studio; i risultati devono poi essere replicabili e verificabili da più gruppi di ricerca. Questo non si può dire degli studi che correlano una de...

FIGLI DISOBBEDIENTI E OPPOSITIVI: LE CAUSE

Da qualche anno ad oggi, sembra aumentare in maniera esponenziale, il numero di genitori che si rivolgono a specialisti per problemi di comportamento del proprio figlio. Spesso arrivano al primo colloquio con il professionista, visibilmente scoraggiati, come a dire “Le abbiamo provate tutte”. Che cosa accomuna i bambini con difficoltà di autoregolazione? Pur provenendo da famiglie molto diverse, dal nord al sud Italia, possiamo individuare elementi comuni che caratterizzano questi bambini: Hanno un bassa soglia di tolleranza alla frustrazione; passano da uno stato emotivo di relativa tranquillità a scoppi di rabbia, in risposta a semplici ordini ricevuti Si oppongono anche a semplici attività quotidiane, quali fare i compiti, andare a letto, lavarsi i denti Infrangono spesso le regole date dagli adulti Presentano uno scarso autocontrollo fino al punto di rompere o lanciare oggetti, strappare le pagine del quaderno o dei libri Bisogna...